Sandrone Dazieri -

Un paese fascista

Quando in un paese si dà fuoco ai campi Rom. Quando in un paese di dà la caccia a un'etnia, considerata la portatrice del male assoluto. Quando in un paese di fanno delle leggi ad hoc per un popolo, questo paese è un paese fascista. Fascista non di centro destra. Fascista. E quello che mi indigna, quello che mi spaventa, è che per molti tutto questo è normale. Per molti è giusto, moltissimi non dicono nulla. Uscite dall'ambiguità. Dite che siete d'accordo con i roghi, le leggi speciali. Dite che siete d'accordo con la cacciata dello straniero. Dite che volete veder scorrere il sangue dei negri e degli zingari.
Fascisti.

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15/05/08

Due cosine

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(Foto Bernard Plossu)


.. mie in progetti più ampi e belli.
La prima è un racconto che per la (mia) prima volta viene pubblicato in catalogo d'arte pubblicato da Electa.

Su Ibs non lo trovate, ma il libro è questo qui.

• Attraverso Milano, testi Francesco Zanot e Sandrone Dazieri, Electa, BelVedere Milano

Il mio racconto accompagna indegnamente le foto di Bernard Plossu come quella a fianco, un grandissimo artista, a mio parere, che voi milanesi potete trovare esposto a

Galleria Bel Vedere Sede Via Santa Maria Valle, 5, Milano 20123 Altre informazioni Tel +39 02 45472468.

sino al 24 maggio.

La seconda è invece un raccontino pubblicato nell'antologia Bugs, delle edizioni BD. Ecco la scheda


di AAVV 15 x 21, 272 pagine a colori, 16.00 €
Sono disgustosi, fastidiosi e indispensabili. Volano, strisciano, zampettano. Sono gli insetti, e tutte quelle altre cose schifose (ragni, scorpioni) per cui non si fanno distinzioni troppo sottili.
Dieci autori ce li raccontano in un’antologia che mescola horror, umorismo e l’irresistibile voglia di comprare un insetticida. O adottare una formica.
Tito Faraci dirige un’arrembante squadra di narratori entomologi, tra i quali Alan D. Atieri, Sandrone Dazieri, Gianluca Morozzi, Roberto Recchioni, Diego Cajelli, Matteo B. Bianchi, Enrico Remmert, e altri ancora.

Il mio racconto è la storia di un egomaniaco che rischia di rovinare il mondo con l'aiuto degli insetti. Si chiama Sandrone e fa lo scrittore.

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09/05/08

Fiera del libro di Torino

Nonostante trovi repellente la politica dell'attuale governo israeliano - ma la mia solidarietà va a tutte le vittime di quel conflitto, israeliane e palestinesi, morti per kamikaze o per proiettile o bomba - sono stato fermamente contrario al boicottaggio della fiera del libro, e tale rimango. I miei motivi sono molti: non credo che la cultura vada boicottata, penso che in quell'ambito si possa discutere e confrontarsi anche al di là degli incontri ufficiali, e, ovviamente, riconosco il diritto degli Israeliani di festeggiare il loro stato. In una celebrazione del genere ci trovo gli stessi problemi che a festeggiare i due secoli abbondanti dell'Italia unita o l'anniversario degli Stati Uniti, della mia amata Russia, o della Svezia, e se cominci a boicottarle tutte avrai un'agenda molto piena. Mi interessano i popoli, non le nazioni, da sempre fondate sul sangue degli sconfitti, nessuna esclusa.
Ovviamente rispetto anche il diritto dei manifestanti di manifestare, e anche di bruciare bandiere e lanciare slogan truculenti. Siamo in un paese dove un ministro dell'attuale governo si puliva il culo con il tricolore e nessuno l'ha messo in galera per questo.
Detto questo, non volevo aprire il dibattito sulla questione ma solo segnalarvi dove sarò. Sabato 10 maggio ore 11,30 presenterò Bugs delle edizioni BD in qualche stand che non mi ricordo.
Domenica, alle 14, 30, presento invece Licia Troisi e la sua Ragazza Drago.

Se ci vediamo lì, mi fa piacere. Se invece boicottate, ci vediamo al ritorno.

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04/05/08

SCHIAVI

Sono uno scrittore e un editor, conosco più colleghi di quanto sarebbe sano e con molti di loro sono amico. Senza contare che con alcune case editrici mi pago le bollette, e questo tende a rendermele simpatiche. Mi è impossibile, quindi, essere davvero obiettivo su un romanzo pubblicato nel nostro paese. E anche quando ci riesco, chi mi ascolta ha tutti i leciti motivi di dubitare che lo sia davvero. Quindi rifiuto sempre di fare recensioni per giornali e riviste e invito i miei colleghi scrittori a fare altrettanto. Anche per evitare di apparire un circolino di amici che si fanno i pompini a vicenda: non è un gran bel vedere. Ma figurarsi se mi ascoltano.

Detto questo, e aggiungendo che la pubblicazione del libro che segue è stata curata da me, e quindi il conflitto d'interessi è ancora più evidente, vi segnalo l'uscita del nuovo romanzo di Tatiana Carelli. Ora, quando scelgo di pubblicare un libro, più di una trama avvincente cerco una "voce" orginale, qualcuno capace di raccontare le cose in un modo, secondo un punto di vista, suo proprio. Unico e irripetibile.
La voce è l'unica cosa che uno scrittore non può apprendere ad avere. La può migliorare, la può pulire, raffinare, rafforzare. Ma o ce l'hai o non ce l'hai, con buona pace delle scuole di scrittura.
Tatiana Carelli ce l'ha. L'aveva già dimostrato con Discocaine, sua prima prova, e ancora di più vi riesce con Contratto di Schiavitù.
Di seguito, la trama. Se lo leggete, fatemi sapere che ne pensate. Collana Strade Blu, Mondadori.

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Vita ha quasi diciassette anni, lavora gratis in un bar ed è legata al suo Padrone da un "contratto di schiavitù". Ma la schiavitù narrata in questo romanzo è solo apparentemente quella del mondo del lavoro, la schiavitù è soprattutto una dinamica mentale che, come in un gioco di specchi, finisce per coinvolgere tutti i personaggi che si trovano a transitare nel "non-luogo", o "luogo comune" per eccellenza: il bar. Attraverso gli occhi candidi e feroci di Vita vediamo sfilare su questo palcoscenico un'umanità corrotta, composta da figure che in un modo o nell'altro si trovano tutte a svolgere il ruolo di vittime o di carnefici. C'è Fre, il trentenne che vuole fare un film; Tom, il ragazzino spacciatore, che preferisce il computer alla sua ragazza; il Centauro, ossessionato dalla vita monastica e dal vino. E ancora Dick il cameriere, l'ottantenne palestrata, l'ispettrice Riversi e infine Ella, la "maestra di vita". Quello che in fondo tutti sembrano cercare è solo un modo per essere liberi, per sfuggire al proprio personale "contratto di schiavitù". Ma si può davvero essere liberi? E da cosa poi? Dalle gabbie nelle quali ci chiudono gli altri oppure da noi stessi?

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02/05/08

money money money

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Come parecchi di voi che in quel momento erano a portata di computer, alla notizia che su Internet erano disponibili i redditi di tutti i cittadini italiani sono andato a intasare il sito dell'agenzia delle entrate. Senza cavarne molto, perché il sito era già collassato e poco dopo è stato interdetto l'accesso.
Ho letto, poi, le varie dichiarazioni. Quelle dei vip (tanto lo pubblicano già il mio reddito, è sbagliato, chissenefrega), quelle deliranti di Topo Galileo (si aiutano i rapinatori, come se i criminali non avessero già i redditi di tutti, prima ancora dei diretti interessati), quelle delle gente comune, più interessanti, che si scambiava messaggi sui forum.
Divisi sostanzialmente in due.
Da una parte, la maggioranza, voleva vederli questi benedetti redditi. Finalmente sapremo, finalmente capiremo. Scopriamo gli altarini, tutti nudi! Molta rabbia e molta ironia verso i vip.
Altri che si sentivano violati nella loro privacy.
Ho cercato di formarmi un'idea. Mi scocciava, ero contento? Non lo sapevo. Non me ne frega nulla che i miei redditi siano su Internet, ma non sapevo se fosse davvero utile.

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30/04/08

Addio SBANCOR

I Wu ming segnalano la morte di Sbancor . Per chi non lo conoscesse, era uno dei più acuti analisti economici e finanziari del nostro paese, decisamente controcorrente. Collaboratore di numerosi siti internet "alternativi" e del manifesto.

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29/04/08

Sulle elezioni

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Prima o poi finirò di parlarne e tornerò a rispettare il patto che ho stretto con voi frequentatori del mio blog, cioè parlare di quello che faccio. Il problema è che per metà della mia vita ho fatto politica attiva, una buona fetta con i centri sociali, e certe abitudini sono dure a morire.
Visto che non sono un teorico, lascio la parola qualcuno più bravo di me, il collega scrittore e amico Valerio Evangelisti. Quello che segue è l'inizio del suo intervento per Carmilla. Il resto, se siete interessati, ve lo trovate Qua.

La foto sopra, invece, è quella delle Fosse Ardeatine, la cui lapide commemorativa è stata distrutta ieri a Ostia. Un avvenimento che la dice lunga su che cosa significa, nell'immaginario di destra l'elezione di Alemanno a Sindaco. Naturalmente, il pigolio della sinistra istituzionale, quella che rimane, sulla vicenda è ancora più flebile del solito. Io la metto sul blog, perché come avete capito, per me la memoria è importante. Soprattutto perché ci permette di capire meglio il presente e di ridere chi si proclama nuovo partigiano dall'alto di un palco da fiera.

Ma adesso la parola a Valerio.

VALERIO EVANGELISTI DA CARMILLA Azzarderò – pur non ritenendomi per niente un esperto in politica – qualche considerazione sulle elezioni che si sono appena svolte in Italia. I commenti che le hanno seguite si sono incentrati su alcuni temi. Il permanere del sex appeal di Berlusconi, la sostanziale sconfitta del Partito Democratico di Walter Veltroni, la scomparsa del raggruppamento “La Sinistra l’Arcobaleno” (mai denominazione fu così imbecille), il consenso di larga parte della classe operaia alla Lega Nord. Quest’ultimo è il solo argomento che mi interessa davvero. Mi lascia sbalordito la strana nozione di “classe operaia” che pare aversi nel 2008. Si crede ancora che esista una compagine operaia compatta, portatrice in teoria dei valori della sinistra? Sono almeno trent’anni (se non quaranta) che il concetto è stato sezionato, sbugiardato, messo a nudo nella sua incongruità. La classe operaia cui si fa riferimento non esiste più dagli anni Settanta del Novecento.

Qui si fa sentire il peso della scomparsa di un pensiero marxista radicale... (segue),


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28/04/08

Ai Romani

con tutto il cuore

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25/04/08

CICCIO CICCIO


Partigiani1

Ahhh, ma perche' devo riaprire questo blog da incazzato. Volevo far passare giusto un paio di settimane, approfittandone per finire un po' di lavoretti in sospeso (una marea, ve ne parlero') poi mi arriva il seguente messaggio


firma il 2VDAY
2VDAY
2VDAY
2VDAY
2VDAY
http://www.beppegrillo.it/index.html

da un certo Ciccio_go

E non era neanche il primo. Di questo spam, nei giorni scorsi ne ho ricevuti tipo cinque o sei. Che ho sempre cancellato, come si fa per lo spam. E mi sono detto, stai buonino Sandrone che poi devi passare la prossima settimana a cancellare i vaffanculo. Mi è già capiatato. Però è noto che ho un brutto carattere. Quindi rispondo.

No. Non firmo questa cazzata del V2 day per una serie di motivi.
1) L'abolizione dell'ordine dei giornalisti è una cosa buonissima. Peccato che la vogliano anche gli editori, che dei giornalisti sono la controparte storica, per poter fare quello che ne hanno voglia nelle redazioni. Gia' lo fanno, intendiamoci, ma per lo meno, ad abolizione dell'ordine corrisponda un organo di tutela, che vada a frugare nelle redazioni per vedere quanti precari sono pagati due euro il pezzo e trattati come merde.

2) L'abolizione dei finanziamenti ai giornali è una minchiata. Un conto è dire controlliamo quali giornali hanno le giuste caratteristiche per essere finanziati, caratteristiche tecniche, e quali no. Quali sono giornali veri. Perche' mettere sullo stesso piano Il manifesto, il foglio e l'opinione è un modo per fare populismo, non per analizzare la realtà. Se aboliamo il sostegno ai giornali, significa che sopravviveranno solo quelli che fanno maggiore raccolta pubblicitaria. E basta. Se volete leggere solo Marie Claire accomodatevi.

3) La stampa non è libera. Che bella scoperta. Non lo è mai stata. Per questo negli anni settanta andava di moda la controinchiesta. Che significava prendere in mano l'informazione e andare a frugare sui misteri del nostro paese. Tipo l'inchiesta sulla morte di Fausto e Jaio, o su Piazza Fontana, che ha smascherato le bugie di stato. Invece di strillare come galline, fate un po' di sana controinchiesta. E per controinchiesta non intendo fare l'elenco dei parlamentari che intascano mazzette, quelli li conosciamo già. Dalla stampa normale. Per esempio, indagate su chi cazzo ha tirato giù l'aereo di Ustica, su cosa cazzo è la commissione Trilateral, su cosa fanno i mercenari italiani in Irak. Cose così. Non lasciatelo fare solo ai giallisti.

4) La scelta del vostro capo di fare il V2 day durante la ricorrenza della liberazione dal nazifascismo la dice lunga su come considera sè stesso e il mondo. Mettere sullo stesso piano la fine della casta dei giornalisti con la lotta partigiana farebbe ridere, se non facesse piangere. Ma si sa, la difesa della memoria in Italia è una lotta perdente, soprattutto per chi, come il vostro capo, ha un sacco di fascisti nelle sue fila.
In America, un altro uomo di spettacolo, il signor Spielberg, usa i suoi soldi per raccogliere le testimonianze dei sopravvissuti ai campi di sterminio, prima che crepino tutti. Lui urla di meno, ma francamente combina qualcosa di buono. E i suoi film sono più divertenti di quelli del vostro capo.

5) Potrei andare avanti ancora a lungo, ma aggiungo solo che quelli che urlano dai balconi alla fine terminano la loro esistenza nella pattumiera della storia. Prima o poi capiterà anche al vostro capo. Ma, a differenza di mascellone, senza aver cambiato una briciola di questo fottuto paese.


Locandina


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21/04/08

Distorsuoni # 4: FOALS – Antidotes (2008)

Di Fernando Ambrosi

Nella moltitudine di nuove band che ogni giorno si affacciano sulla scena con album senza costrutto, l’esordio dei Foals (Oxford) spicca per qualità su tutti gli altri.
Antidotes è finora uno dei dischi più interessanti del 2008, l’ideale per cancellare il lutto di Sandrone! Per un verso il suono della band inglese mi ricorda le strutture raffinate e intriganti/intricate degli americani Battles: ascoltate l’iniziale “The French Open”, la partenza di “Heavy Water” oppure “Two Step, Twice”.
D’altra parte si potrebbero catalogare tranquillamente sotto le etichette, in voga negli ultimi anni, come dance-punk o punk-funk: The Rapture, Chk Chk Chk ma anche Supersystem, ogni tanto spuntano tra i brani di Antidotes. Proprio tra queste due “distanze” si costruisce l’originalità dei Foals.
I pezzi risultano energici, divertenti, dance, ma anche complessi e raffinati: certi passaggi sono effettivamente math-rock. In pratica, math-pop!
Ai ragazzi va anche riconosciuto un gran carattere, visto che il disco, in origine prodotto da Dave Sitek dei TV On The Radio, è stato “scartato” perché non convinti del suono. Chi fa da sé… prende 8!

Ascolta

Riferimenti: The Rapture, !!!, Battles.

Foals_antidotes

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