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24/03/08

Un lavoro inadatto a un essere umano

Confini


...che è quello del curatore di un'antologia. Significa trovarsi dall'altra parte della barricata: quando sei tu che devi consegnare un racconto ritardi, tiri pacchi, sparisci, non rispondi al telefono. Quando fai il curatore, insegui, tempesti, rompi i coglioni, leggi di notte, critichi, consigli, dubiti di te e del progetto, arrivi all'ultimo, ti fai maledire dai redattori, dai direttori editoriali, dai grafici ecc.
Insomma, mai più. Però a questo progetto ci tenevo davvero moltissimo. Fare un'antologia che parlasse delle nostre paure e del nostro presente, ma senza usare la cifra del noir. Antologie noir ce ne sono un pacco (ho partecipato io solo a qualche decina) e sembra sempre che la narrativa di genere si fermi lì. Invece, invece c'è anche l'horror, la fantascienza, il thriller psicologico, la commedia nera (sempre per stare da quel lato dell'immaginario, naturalmente)... Ho messo insieme gli autori un po' come un mister mette insieme una squadra di calcio, mescolando i talenti e le inclinazioni (quindi, le cose buone sono loro, se c'e' qualche scemenza è mia) e se leggete le loro opere precedenti vi accorgerete di quanto la scelta sia davvero variegata. Abbiamo Tullio Avoledo, Eraldo Baldini, Violetta Bellocchio, Gianni Biondillo, Pino Corrias, Luca Di Fulvio, Chiara Palazzolo, Licia Troisi, Carla Vangelista, Marco Vichi.
Il risultato, ottimo secondo me che sono di parte, lo vedete qui sopra : I confini della realtà, Strade Blu.


La nostra casa. Il nostro lavoro. La pizza con gli amici, la
partita a calcetto o il cinema, il weekend fuori porta. I figli
che crescono. Ringraziamo Dio per la fortuna di avere una
vita così soddisfacente e tranquilla. Ci sentiamo a nostro agio
nel mondo, conosciamo il nostro posto e il nostro futuro. Fino
a quando, un giorno, prendiamo una strada che non abbiamo
mai percorso prima. I passanti ci guardano con ostilità, le case
sembrano possedere volti maligni pronti a divorarci. Abbiamo
paura. È bastata una piccola svolta sbagliata per
proiettarci in un territorio sconosciuto, per farci provare il
brivido dell’ignoto e temere per la nostra vita. Abbiamo scoperto
che esiste un altro mondo accanto a quello che ci è familiare,
che siamo giunti in “una regione intermedia tra la luce
e l’oscurità, tra la scienza e la superstizione, tra l’oscuro baratro
dell’ignoto e le vette luminose del sapere. È la regione
dell’immaginazione, una regione che si trova… ai confini
della realtà”.
Credo che queste parole le abbiate riconosciute. Sono quelle
con cui il grande Rod Sterling, scrittore e sceneggiatore statunitense,
apriva una delle serie più importanti della storia
della televisione: Twilight Zone, Ai confini della realtà. In
questa serie dedicata al fantastico, spesso ironica, a volte spaventosa,
sempre affascinante, si raccontava di uomini comuni catapultati nell’imprevisto. Poteva trattarsi di un comunicato alla radio che annunciava un’esplosione nucleare, di una
persona che scopriva di poter prevedere il futuro, del primo
incontro con esseri alieni dotati di mani o occhi in soprannumero,
di un grande magazzino dove i manichini prendevano
vita nottetempo, ma sempre gli spettatori rimanevano sorpresi:
sullo schermo venivano rappresentati in modo spettacolare
i loro incubi e i loro sogni.
Era la fine degli anni Cinquanta, un periodo in bilico tra
gli orrori della guerra appena finita e quelli della possibile
guerra a venire, dove lo straniero era sinonimo di pericolo e
invasione, dove la tecnologia prometteva meraviglie e minacciava
mostri. Dove tutto era appena al di là della linea d’orizzonte:
l’omicidio Kennedy e il Sessantotto, la conquista dello
spazio e la guerra del Vietnam, la rivoluzione sessuale e il
boom economico.
E oggi? Oggi che il mondo è cambiato in modi che nessuno
avrebbe creduto possibili, che il grande orrore di una guerra
planetaria è stato soppiantato dai tanti piccoli orrori di tante
piccole guerre, che il Grande Fratello è diventato un gioco innocuo,
quali sono i nuovi confini della realtà? Dove si può
spingere la nostra immaginazione? Che cosa davvero può
spaventare, stupire o almeno stuzzicare noi sopravvissuti a
Chernobyl e all’11 settembre, noi assuefatti al trash e alla tortura
in diretta su Internet? Possiamo rompere gli schemi di
una narrativa di genere che sembra aver affidato al solo noir
il compito di raccontare le nostre paure?
Abbiamo rivolto la domanda a dieci scrittori. Questa “fantastica”
antologia è la loro risposta e insieme un affascinante
affresco della nuova narrativa italiana.
Buona lettura.


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Commenti

Ah bene. Cercavo giusto qualcosa da leggere. ;)

Zen

La vendetta dei grafici è stata scrivere "romanzo" in copertina a un'antologia?
;-)

E' stato corretto, per fortuna, prima della stampa... :-)

Sandro trovi sempre un modo per farmi spendere degli euro.
Maledettoooooo...

Sono emozionata anziché no :)

Il piacere e il privilegio è tutto mio, signore. :-)

ne ho bisogno.
grazi eh, per quello che fai.

l'ho trovato nella posta! insieme ad un libro che mi fa mangiare le mani: nord. avrei voglia dif are un'inchiestone sullo sviluppo di una parte del paese a discapito dell'altra, ma a nessuno dei miei capi pare una buona idea. da anni. sai che c'e'? accantono nord e leggo l'antologia. questo blog e' una bellissima scoperta.

Sn curiosa di vedere cosa è nato dalla penna di questi scrittori , probabilmente diversi e simili allo stesso tempo.... Prenderò l'antologia il prima possibile !

Sono curioso di leggere la Violetta e la Licia a poche pagine l'una dall'altra...

:-D

Saluti

Fab

Sandrone, brutto paccaro, ma non doveva esserci anche un tuo racconto nell'antologia? Mi hai fregato! Io l'ho scritto solo per il piacere erotico di fare aderire le mie pagine alle tue...

;-)

p.s. E a me le copie quando arrivano? O mi tocca addirittura comprarmelo?

@gianni
Questo prima che io diventassi il curatore! visto che ho scritto l'intro, le nostre pagine si sfregano lo stesso....
sulle copie, non ce l'ho manco io!

l'ho comprato quei 40 minuti fa senza neanche sapere che lo curavi te: fate i complimenti al copertinista :)

capirò perchè c'è scritto "romanzo" leggendolo?

Chiedo venia.
Adesso tutti sanno che non leggo gli altri commenti prima di commentare a mia volta.

Sandrone, devo dedurre che io sono l'unico fra gli autori che ti ha mandato il racconto con un enorme anticipo? Non meriterei una copia dell'antologia subito-subito? Vabbe', una me la sono già comprata, ero troppo curioso.

@eraldo
non l'unico ma quasi... Le copie, pero', sono il mio cruccio. Anche Gianni Biondillo mi sta odiando perche' non le ha ancora ricevute. Pero' io non c'entro... e neanch'io ho una copia!

Bella antologia, ho speso bene i miei soldi :)
I miei preferiti sono quelli della Troisi, della Palazzolo e di Avoledo...ma anche gli altri meritano :)

Sandrone, oggi mi sono arrivate le copie (dopo che ho "mosso le mie pedine" in mondadori)
;-)

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