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24/10/08

Contro la censura di stato

Locandina


Come ho scritto in precedenti occasioni, ho partecipato alla scrittura del film UN GIOCO DA RAGAZZE, che verrà presentato domani al Festival di Roma. Quello che io, la sceneggiatrice Teresa Ciabatti, e il regista Matteo Rovere volevamo da questo film è che fosse una fotografia di tre ragazze di buona famiglia ma prive di senso morale, per le quali lo shopping e il sesso sono gli unici valori condivisi. Non ci interessava fare un film buonista, pieno di falsi buoni sentimenti, dove alla fine le bad girls si convertono e vanno in convento per espiare, ci interessava raccontare qualcosa che quotidianamente avviene, dare uno sguardo a una generazione. Non tutti gli adolescenti sono così, ma alcuni lo sono, e volevamo parlare di loro. Parlare A loro. Raccontando loro quello che vedevamo, e lasciando a loro il giudizio finale se ci fossimo sbagliati o meno.
Naturalmente, abbiamo fatto i conti senza l'oste, che nel nostro caso è il ministero. E' notizia di poche ora fa, che la commissione censura ha vietato il film ai minori di diciotto anni. Non perché ci siano scene di sesso esplicito, non perché ci sono scene di violenza insostenibile. Ma perché il film è considerato "pericoloso" per le giovani menti. Diseducativo. Come se il cinema dovesse sostituirsi alle famiglie, ai professori, ai preti. Per capirci, il film Albakiara è pieno di sesso e violenza, ma alla fine c'è la redenzione, e questo basta perché il divieto sia stato dato solo ai quattordici. Non solo ci dicono che cosa è giusto ed è sbagliato, che cosa è lecito e cosa è vietato, ma anche quello che dobbiamo scrivere, dobbiamo girare. Una cosa degna di un paese totalitario, di una dittatura talbana.
Ma cosa significa un divieto ai diciotto?
Prima di tutto che i ragazzi che volevamo vedessero il nostro film non potranno farlo. Non solo. Se un film è vietato ai diciotto anni i suoi trailer non possono essere trasmessi in televisione e neppure al cinema, se non "attaccati" a un altro film vietato ai minori, che praticamente non esistono più, a parte forse qualche trucido horror. Le multisale non lo potranno programmare e nemmeno esporre i manifesti. Non potrò essere trasmesso in televisione nemmeno dopo le ventidue. In sostanza, questo atto barbaro, questa censura ideologica, ucciderà questo film. Poco importa che sia brutto o bello, non sono il più adatto a parlarne. Quello che conta è che qualcuno, in questo paese, vuole decidere quello che possiamo o non possiamo vedere. Vuole ridurre anche il cinema a una grande fiction televisiva, dove tutti i sentimenti sono patinati e che si fuma uno spinello finisce male, dove i poliziotti sono tutti buoni, dove chi ha buon cuore vince e i cattivi vengono sempre puniti. Vuole un cinema dove si possano vedere veline che si tolgono le mutande nel gioco delle corna dei film di Natale, le gare di rutti e peti (queste sì, immagino, educative) ma non qualcosa che racconti un pezzo del nostro presente.
Ora noi ricorreremo in appello contro questa decisione, ma abbiamo bisogno del sostegno di tutti. Non faccio mai appelli per cose che mi riguardano direttamente, ma adesso sono troppo incazzato. Non so come, ma fatevi sentire, se potete. Fate circolare la notizia, diffondete il trailer che nessuno potrà vedere altrimenti.
Vi ringrazio.


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Commenti

Salve Sandrone.
Non sono un fan dei tuoi libri né ho apprezzato la qualità di alcune scelte editoriali a cui il tuo nome è legato (l'editing dei libri di Licia Troisi lo trovo ben al di sotto della sufficienza). Non sono nemmeno un fan del cinema italiano i cui film degli ultimi anni mi sono in massima parte piaciuti quanto i chiodi nelle ginocchia.
Dopo aver chiarito che non ho alcun motivo per darti ragione a priori... ti dirò che hai perfettamente ragione. ^_^

Ero curioso di vedere questo film e mi dispiace che sia stato colpito dalla censura che, con le conseguenze delle sue decisioni, agisce in modo dannoso per il sistema concorrenziale infiltrandosi in qualcosa che dovrebbe essere gestito solo dal mercato stesso (non libero-mercato, solo mercato).
Come se già essere concorrenziali nel mondo dei semi-monopoli fosse facile, ma il capitalismo funziona così: ci si appella al libero mercato solo per permettere il cambio dei semi-monopoli al comando, perché se il libero mercato esistesse davvero saremmo tutti morti di fame in perenne recessione (e viva Immanuel Wallerstein per la sua spiegazione in poche pagine del capitalismo, aggiungerei).

Posso capire in linea di principio il VM 18 sui film porno, anche se non lo approvo (la libertà d'espressione più pura è quella della pornografia, sempre in lotta contro leggi che limitano senza difendere -ovvero non proteggono i diritti dei cittadini, ma li ledono soltanto proibendo la scelta-), ma non riesco a capire quale senso abbia porre un tale limite d'età per un film di questo tipo.
Se anche avesse contenuti particolarmente violenti e trucidi non vedrei nemmeno in questo caso il motivo di porre un limite di età. La censura sui videogiochi, col sistema dei rating ESRB e simili, fa danni quanto quella del cinema e forse di più (vedesi GTA San Andreas quando si scoprì che le scene di sesso erano ancora presenti e sbloccabili).

Ci si infiltra nel mercato dichiarando qualcosa (tipo "è VM 18") e, indirettamente, questo porta il prodotto a sparire dai luoghi in cui poteva essere acquistato perché i venditori hanno timore (caso dei videogiochi) a esporlo o a trasmetterlo. O magari non possono proprio farlo per legge (caso del cinema) sempre per motivi di "moralità": come se per il MOIGE e i nostri politicanti corrotti, i giovani che passano il tempo imbottendosi di droga e chiavando nel fango come capre africane (vedesi Cocaparty di Emilio Radice) potessero subire dei traumi dalla visione di certe cose. Simpatici giuovani allevati con il comodo motto del laissez faire (se già sanno tutti che non funziona in economia -è solo un ideale a cui tendere-, figuriamoci quanto può funzionare nella crescita dei cuccioli d'uomo) che se ancora non hanno ammazzato i genitori come Maso è solo perché l'eredità è troppo scarsa. ^_^

Come dice Wallerstein non esistono posizioni neutrali: ogni scelta favorisce qualcuno e danneggia qualcun altro, inclusa la scelta di non scegliere (esempio, i dazi doganali: se li metti favorisci il tuo mercato interno e danneggi quello estero; se non li metti danneggi il tuo mercato interno perché potevi metterli e non lo hai fatto, quindi hai evitato di danneggiare nel limiti del lecito la concorrenza nemica).

Ho fatto un inutile sproloquio. ^_^
Concludo: mi spiace per questa vergognosa censura. Troverò il modo di guardare il film (spero) e l'UCI Cinema (che a Curno non trasmise mai Fascisti su Marte, che bastardi!) se ne vada al diavolo assieme al MOIGE e alla censura.

sono una persona comune, "non addetta ai lavori", come si dice, ma mi sembra che nell'intenzione degli autori questo film era diretto ad un pubblico di adolescenti: mi sa che il Ministero non ha capito una mazza...

Che tristezza! Ma i nomi della commissione censura sono censurati o possiamo sapere chi sono attualmente questi signori?

Che pena! Per quanto posso sono a disposizione. Posterò la tua protesta sul nostro wordpress, non è proprio porta a porta ma almeno qualcosa.

...mi sa che hanno censurato anche il trailer....se mando in play, mi dice "the video is no longer available". Vorrei tanto che questo popolo italiano si svegliasse dall'anestetico mediatico.

@Nando
Io non li conosco, ma non ne farei un caso personale. E' un problema di cultura diffusa.
@Inka
a me funziona!

Domani darò spazio a 'sta infamia sul mio blog. :(

Il bello e' che vaccate come Saw I-IV per quanto ne so sono vietati ai minori di 14 anni.

D'altronde la tortura e' democratica, ci hanno detto. Che schifo

Sono allibito, per quanto tutto questo mi sembri irreale (oltre che incoerente) succede davvero...non ho parole...

Fatto
http://kaizenology.wordpress.com/2008/10/25/sandrone-siamo-con-te/
cose di nesciri incinta, cose...

C'è la grossa probabilità che questo aiuti il film a diventare un cult! ;)
Ovviamente, sono dalla tua.

Fab

Post-Scriptum, l'ho segnalato sul forum di Comicus.
Speriamo che attecchisca... ;)

Fab

La questione della censura al film è stata appena citata al TG3 e, se non visto male (ho acceso a fine servizio), anche al TG5 delle tredici. È una cosa positiva che se ne parli.

Se toglieranno la censura il film avrà ottenuto una quota di pubblicità extra del tipo migliore (quella che fa pensare al cliente "chissà cosa c'era di così indecente da farlo censurare: devo vederlo!!!") che non avrebbe ottenuto senza la censura stessa. :-)

lo so che sembrerò "di parte", ma al posto vostro farei in modo di far trovare il film nelle reti p2p, in questo modo libererete il film e sopratutto i destinatari di questa opera saranno raggiunti.

sarebbe un gesto coraggiosissimo ma sopratutto indirizzato a chi cerca di uccidere un messaggio artistico, anche se non conforme...

In effetti, oggi come oggi lamentarsi per la censura di un film mi pare un poco anacronistico: se il tuo scopo è solo quello che il film sia visto, ci sono modi di distribuzione alternativi; come DVD allegato ad un giornale, ad esempio, o come file scaricabile a pagamento da qualche content provider. Come certamente saprai, il pubblico dell'home video ormai supera di gran lunga quello che frequenta le sale cinematografiche.

Ciao Sandrone, e se alla fine del film ci metteste una bella scritta grande così:
E VISSERO TUTTI FELICI E CONTENTI?
Credi che il ministero capirebbe l'ironia o lo valuterebbe come un finale salvifico?
Sono costernato!
A.

Guarda qui. Spero che la discussione continui...
http://comicus.forumfree.org/index.php?&showtopic=53260&st=0&#entry1748847

Se hai così tanto desiderio di esprimerti, dopo averlo presentato pubblicalo in rete (una semplice pagina web, donationware, bittorrent). Inseriscilo nel circuito p2p... i ragazzi, se e' un bel film, lo vedranno. Ma se ti rode perche' il film non incassa... e' tutt'altro discorso e, censura a parte, problemi tuoi...

Sono schifata da questa ipocrisia. Non è che, facendo di tutto per non vederle, le cose smettono di esistere.
Ti auguro buona fortuna per il film, da parte mia un bel articoletto sul mio blog nessuno lo potrà censurare.

Prelevo ed appiccico.

In linea di principio sono d'accordo..anche perche' da quando esiste la censura in Italia? i cinepanettoni sono volgari e dementi, ma in quel caso non vi e' censura. In altri casi, come i film "tutto bombe e sangue" alla Kill Bill dov'era la censura?
Ritengo che sia un film non per i giovani, ma per i loro genitori, i loro insegnanti...Sono gli adulti che dovrebbero studiarlo per capire i loro figli!

"Kill Bill" tutto bombe e sangue? Al limite è l'Italia post-unitaria ad esser tale.
"Kill Bill" è un film.
Un film che, se visto come tale (così come se un gioco è giocato come tale, un lavoro fatto come tale, un piatto cucinato come tale, un libro letto come tale e via blaterando come un ubriaco incantato) può dare un'infinità di indicazioni su cosa sia un soggetto, una sceneggiatura, un uso sapiente delle luci e dei materiali e dei linguaggi - insomma su come si costruisca un discorso su qualcosa perché 1) qualcosa sia visibile; 2) di quel qualcosa si parli; 3) nel mentre ci si diverta anziché sbadigliare.
Persino i cinepanettoni potrebbero fungere allo scopo.
Ma, appunto, se non si dà possibilità di fruizione (ovvero brutalmente anche sbattere in faccia l'ovvio) da dove dovrebbero nascere i bistrattati dibattiti?

OK, vado in esilio...

Ti dirò... sono favorevole alla censura. Il pericolo del film è l'emulazione. Davvero tu credi che un minorenne che vede il film, poi creda che ci sia qualcosa di sbagliato nel comportamento violento delle ragazze? Ma dove vivi e cosa vuoi farci credere? I giovani non vedrebbero il lato negativo, avrebbero solo un imput in più alla violenza. Se tu fossi padre queste cose le capiresti e qualche remora te la faresti.

@C.p.
Che ne sai che non sono padre? Detto questo, se fossi padre non vorrei che lo stato decidesse per me quello che i miei figli possono o non possono vedere. Se fossi padre saprei che su internet, all'isola del famosi o al telegiornale, i miei figli potrebbero vedere ben di peggio e ben più emulabile, per esempio che per avere successo oggi se sei donna ti conviene spompinare la persona giusta e se sei un ragazzo diventare amico della persona giusta, fregandotene degli altri, di un'etica o di una morale. Se avessi dei figli, avrei fiducia in loro, e siccome parlerei con loro, saprebbero distinguere quel che è giusto ed è sbagliato. Per lo meno, avrei cercato di aiutarli a formare uno spirito critico, e non avrei paura di quello che vedono, leggono o sentono.
Se avessi figli, farei la guerra a quelli del Moige, a quelli delle associazioni genitori, che pretendono di essere genitori migliori di me, più attenti a capaci, solo perché vietano e mettono le mutande alle statue. Lotterei per avere un'educazione sessuale decente nelle scuole, una scuola decente, e sarei con loro in piazza oggi, se mi volessero.
Detto questo, rispetto le tue idee ma non le condivido.

E dire che avevo il tuo identico modo di pensare. Ho vissuto una paternità entusiasta, le mie figlie sono state il mio orgoglio. Grandi discorsi con loro, senza prevaricare il loro pensiero. Eppure non mi sento fortunato. Sono diventate grandi e sono cambiate. La famiglia non può tutto, essere genitori è sempre più difficile e sai perchè? Perchè nelle scuole gli spinelli girano come fossero caramelle, perchè non puoi più competere con i media che ti propinano di ogni, dalle modelle anoressiche a reality di uno squallore mortale. E i giovani ne sono affascinati. Nonostante tutto. Non sono della nostra generazione, sono della loro. Fragili nella loro virtuale realtà. E allora sai perchè mi arrabbio? Perchè non ne posso più di questi modelli devianti che si insinuano nella fragilità dei nostri giovani e la fanno da padrone. E, scusa, ma allora ben venga FINALMENTE una censura. E te lo dice uno che è sempre stato di tutt'altra idea. Bisogna esserci dentro per capire. Grazie se pubblicherai questo post scomodo per te. Ma lo hai fatto anche con il pecedente e non posso che ringraziarti.

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